esercizio terapeutico

Abbiamo deciso di dedicare un’intera sezione all’esercizio terapeutico per spiegarvi quali sono i meccanismi che lo rendono la scelta migliore nella maggior parte delle condizioni dolorose e quindi perché sia il punto centrale attorno al quale si svolgono le nostre terapie.

Gli effetti scientificamente provati riguardano entrambe le grandi aree di nostro interesse: fisiologica e psicologica.

Partiamo dai benefici fisiologici.

 Innanzitutto abbiamo tanti vantaggi a livello analgesico. Il nostro corpo è stato progettato parecchio tempo fa e quindi tutti i meccanismi interni che ne regolano lo stato hanno origini antiche. In una situazione di pericolo il nostro corpo è programmato per lottare o fuggire, in ogni caso muoversi. Non c’era troppo tempo e spazio per stare dietro ad eventuali acciacchi.  Il movimento segnala al nostro sistema nervoso e al nostro corpo di attuare una serie di processi per interferire con lo stimolo doloroso: rilascio di endorfine e miochine (sostanze analgesiche), gestione del cortisolo (antinfiammatorio) e innesco di reazioni nel cervello e nel midollo spinale che vanno ad interferire con gli stimoli dolorosi. 

Gli stress e i pericoli moderni, che possono generare situazioni dolorose, difficilmente ci portano a lottare e fuggire, così come le nostre abitudini di vita sedentarie. Stare fermi ed aspettare che passi, o farsi aggiustare fermi su un lettino da qualche professionista non farà altro che privarci ulteriormente di questi vantaggi indotti dal movimento.

Il movimento diventa terapia, attraverso l’esercizio dosato.

Inoltre il nostro corpo è intelligente, se lo sottoponiamo a stimoli crescenti (non lesivi) lui si adatterà a sopportarne sempre di maggiori (esattamente come succede nell’allenamento). 

Se noi dopo un “infortunio” non agiamo e semplicemente aspettiamo che il dolore passi, probabilmente il danno tissutale si risolverà ma lo stesso stimolo sarà lesivo una seconda, terza, quarta volta…  Al contrario esercizio dosato e sovraccarico progressivo, attuato nei tempi e nelle modalità corrette permetterà di essere più resistenti ad un maggior numero di stimoli, anche a quelli che prima erano potenzialmente pericolosi.

Parliamo poi degli effetti psicologici. 

“Ho dolore e sto a riposo così non mi fa male e mi passa”, premesso che non è detto sia così, la nostra domanda è: “si ma poi? Dovrai tornare a muoverti e fare quello che facevi prima”.

Ecco allora che affrontare la terapia in maniera attiva non può che essere vantaggioso, la giusta dose di esercizio (nè troppo nè troppo poco) garantirà quel senso di autoefficacia che permetterà di aumentare le riserve di salute giorno dopo giorno, e di evitare di ritrovarci in una situazione di paura, ipervigilanza e attenzione costante verso il dolore.

Al Medical Training Lab ci basiamo proprio su questi concetti, ed è importante capire che non sono principi elaborati da noi, varrebbe poco e niente, ma è ciò che emerge dall’ultimo decennio di ricerca scientifica. 

Ricercate sempre tutto ciò che sicuramente vi fa stare meglio, non ve ne pentirete!

Vi aspettiamo al Medical Training Lab!

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